Validatore JSON / XML
Valida e formatta JSON e XML direttamente nel browser. Nessun dato inviato a un server.
Incolla del testo e premi «Valida e formatta».
Cosa fa il validatore JSON / XML
JSON (JavaScript Object Notation) e XML (eXtensible Markup Language) sono i due formati più diffusi per scambiare dati strutturati fra sistemi: API web, file di configurazione, feed, documenti. Entrambi sono testo leggibile, ma bastano una virgola di troppo, una parentesi non chiusa o un tag non bilanciato per rendere l'intero documento non valido — e l'errore, in produzione, può essere difficile da individuare a occhio. Questo strumento controlla in un istante se ciò che incolli è ben formato e, se lo è, te lo restituisce indentato in modo leggibile.
Per il JSON la validazione segue lo standard ECMA-404: il documento viene analizzato con il parser nativo del browser e, in caso di errore di sintassi, lo strumento ti indica la posizione approssimativa con riga e colonna, così sai subito dove guardare. Quando il JSON è valido viene riformattato con un'indentazione di due spazi, ordinando oggetti e array su più righe per renderlo facile da leggere e confrontare.
Per l'XML lo strumento verifica che il documento sia ben formato (well-formed): tag aperti e chiusi correttamente, annidamento corretto, attributi tra virgolette, un solo elemento radice. Non esegue la validazione rispetto a uno schema (XSD o DTD): controlla la forma, non le regole di un vocabolario specifico. Se l'XML è ben formato viene reindentato con due spazi per gerarchia. Tutta l'elaborazione avviene nel tuo browser tramite le API native: nessun documento viene mai inviato a un server, quindi puoi incollare anche dati sensibili senza preoccupazioni.
Il caso d'uso più comune è il debug: incolli la risposta di una API o un file di configurazione che non riesci a interpretare a colpo d'occhio e in un istante sai se il problema è di sintassi (e dove) oppure se il documento è semplicemente scritto su una riga sola e va solo formattato. È utile anche per confrontare due payload JSON — formattandoli allo stesso modo diventa facile individuare le differenze con un diff testuale — o per preparare dati di esempio da incollare in una issue o in una richiesta di supporto senza dover indovinare l'indentazione a mano.
Gli errori più comuni nel JSON sono la virgola finale dopo l'ultimo elemento (non ammessa, a differenza di JavaScript), le chiavi senza virgolette doppie, gli apici singoli al posto dei doppi e i commenti (JSON non ne prevede). Per l'XML gli errori tipici sono tag non chiusi, caratteri speciali non escapati nel testo (per esempio & che va scritto &) e più di un elemento radice. Va inoltre ricordato che «ben formato» non significa «valido secondo uno schema»: un XML può essere sintatticamente corretto ma non rispettare la struttura attesa da uno specifico XSD o DTD — per quel livello di controllo serve uno strumento dedicato alla validazione di schema.
Domande frequenti
- I miei dati vengono inviati a un server?
- No. La validazione e la formattazione avvengono interamente nel tuo browser tramite le API native JSON e DOMParser. Nessun documento viene trasmesso o salvato: puoi incollare anche dati sensibili in tutta sicurezza.
- Lo strumento valida l'XML rispetto a uno schema XSD o DTD?
- No. Verifica che l'XML sia ben formato — tag bilanciati, annidamento corretto, un solo elemento radice — ma non controlla la conformità a uno schema specifico. È il controllo giusto per individuare errori di sintassi nella maggior parte dei casi d'uso.
- Perché il JSON mi segnala un errore di virgola?
- Il JSON non ammette virgole finali (trailing comma) dopo l'ultimo elemento di un oggetto o di un array, a differenza di JavaScript. Anche commenti e apici singoli non sono ammessi: lo standard richiede virgolette doppie per chiavi e stringhe.